CORVEZZO il 12-01-2018

Il BLOG del PROSECCO BIOLOGICO: i vini biologici sono più buoni?




Sappiamo che l’agricoltura biologica ci permette di ridurre l’impatto ambientale e di produrre vini biologici più sani per il consumatore. Ma a conti fatti questi vini sono effettivamente più buoni, più “cattivi” o uguali rispetto ai convenzionali?

Per quanto mi riguarda, una sola cosa è certa: da quando è diventato biologico, il  Prosecco che produco non è più lo stesso.  

La conversione biologica modifica il profilo sensoriale del vino 

Devo dire che ho sempre trovato abbastanza insensati discorsi come “questo Prosecco è biologico e quindi sarà sicuramente più (o meno) buono di quest’altro convenzionale”. Il profilo sensoriale di un vino dipende infatti da una miriade di fattori che, in percentuali diverse, contribuiscono a esaltarlo o a penalizzarlo. 

Come nascono allora vini buoni, vini mediocri e vini scadenti? 

Il terroir, ovvero l’ambiente in cui si coltiva l’uva, è il vero regista del processo di realizzazione di un vino. Lui decide la tipologia del terreno, la pendenza, se piove o se non piove, se fa caldo o se fa freddo. Questo spiega perché varietà di uve identiche, se coltivate in diversi luoghi del pianeta, diano vini completamente diversi tra loro. 

E l’uomo allora? 

L’uomo, con il suo lavoro in vigna e in cantina, è il protagonista del copione scritto dal terroiril suo compito è quello di interpretare le indicazioni della natura e trasmetterle al meglio nel prodotto finale. A volte ci riesce, a volte non ci riesce, e a volte il copione è semplicemente troppo difficile da interpretare. 

Vigneto di Prosecco Biologico e altri vini biologici

Tuttavia, il discorso qui è molto meno generale. 

La domanda che mi pongo è: si può affermare che, a parità di vitigno, condizioni ambientali e conoscenza enologica, uve biologiche hanno il potenziale di diventare vini migliori? 

Forse è ancora presto per poter rispondere in termini assoluti, ma nel mio piccolo sento di poter affermare che le uve di Prosecco biologico che coltivo stanno dando negli anni risultati indiscutibilmente migliori, e sono finalmente capaci di esprimere al massimo il bagaglio aromatico di cui dispongono. 

 

Le ragioni di questo migioramento?

1-Le uve biologiche sviluppano una buccia più spessa 

Come già spiegato tempo fauna volta avviata la conversione ci vuole del tempo per far sì che il vigneto si rafforzi, e si abitui a vivere senza l’aiuto di pesticidi e diserbanti. 

Il risultato più evidente che abbiamo riscontrato in questo processo è che, anno dopo anno, le bucce delle uve di Prosecco biologico e delle altre varietà convertite diventavano via via più spesse.  

La buccia è come un contenitore di sostanze odorose che, attraverso la fermentazione, permettono al vino di sviluppare i profumi più svariati (gli stessi profumi che tanto fanno discutere sommelier, blogger e winelover). 

Una buccia più spessa quindi, oltre a resistere meglio all’attacco di parassiti e all’umidità, ci permette di estrarre un quantitativo maggiore di sostanze odorose in fase di fermentazione, con evidenti benefici sul prodotto finale. 

Uve di Prosecco biologico e altri vini biologici

2-Le uve biologiche raggiungono una maturazione più equilibrata 

Un ulteriore aspetto che può spiegare il miglioramento qualitativo del nostro Prosecco biologico dopo la conversione, è il raggiungimento della maturazione delle uve in condizioni di maggiore equilibrio. 

Le esigenze economiche del secondo dopoguerra hanno portato gli agricoltori a spingere al massimo la produzione delle proprie coltivazioni con i fertilizzanti di sintesi. L’idea che da allora si è insinuata nell’agricoltura convenzionale è che: se è vero che la pianta trasferisce al frutto quello che trova nel terreno, mettiamo che corrisponda a 90, quello che manca per arrivare a 100 glielo fornisco io con i fertilizzanti di sintesi (e se per caso arriviamo a 110 è anche meglio). 

Tuttavia, questa pratica da “agricoltore dopatore”, sicuramente porta ad un aumento del peso del grappolo e quindi della produzione, ma comporta anche un inevitabile calo della qualità. 

 

Penso che l’agricoltore debba evolvere e diventare un vero e proprio “trainer” per la vite. 

Eliminare del tutto l’utilizzo di fertilizzanti di sintesi, sostituendoli con concimazioni organiche e sovesci, permette alla pianta di rafforzarsi e prendere dal terreno solo ciò di cui ha realmente bisogno. 

La quantità prodotta potrebbe essere meno costante o addirittura inferiore rispetto alla produzione convenzionale, ma la qualità delle uve migliorerà sensibilmente anno dopo anno. 

  Vigneto di prosecco biologico in fiore

Una ricerca americana sembra confermare le nostre ipotesi: i vini bio sono mediamente più buoni 

L’Università della California ha analizzato i punteggi attribuiti a 74.148 etichette tra il 1998 e il 2004 dalle tre principali riviste USA del settore (Wine Advocate, Wine Enthusiast e Wine Spectator). I ricercatori si sono accorti che, in media, i vini biologici raggiungono 4,1/100 punti in più rispetto ai convenzionali. 

Le ragioni di questo successo, secondo gli studiosi, sono molto simili a quelle individuate dalla nostra esperienza. 

La totale assenza di pesticidi, diserbanti e fertilizzanti di sintesi permette al vigneto di esprimere al meglio la personalità del terroir

!CONSIDERAZIONE IMPORTANTE! 

Questa può essere considerata la prova che i vini biologici siano sempre più buoni in assoluto? Assolutamente no, ma la mia laurea in economia mi porta ad essere inevitabilmente attratto da numeri e statistiche :)  

Ragazza che beve un prosecco biologico, sul bicchiere c'è un Happy Farmer

Il verdetto: i vini biologici sono dunque più o meno buoni dei vini convenzionali? 

Credo che i vini biologici abbiano il potenziale di essere migliori dei vini convenzionali sotto molti punti di vista. 

Tuttavia, io ti ho raccontato la mia esperienza e per questo ti chiedo&